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Ecco alcuni articoli scritti dal fondatore della SIB, il Prof. Jerome Liss, M.D.
Modello
viscerale a livelli multipli di Porges (+ dis.)
Un orientamento per il congresso: “Conoscenza esplicita ed implicita: il
dilemma dei processi fisiologici non coscienti” II. Cosa ha bisogno di sapere uno psicoterapeuta? ***************** I. Elaborare una definizione operativa di conoscenza implicita ed esplicita “A che livello si integrano i processi somatici corporei e i processi encefalici subcorticali?” Come entrano in gioco i processi somatici ed i processi sotto-corticali nel modello Implicito- Esplicito?
Propongo che sia essenziale iniziare con un accordo sulle definizioni di
conoscenza implicita ed esplicita; a questo proposito potremmo infatti
scoprire di trovare divergenze persino fra gli psicoterapeuti.
Questo
significa che i gesti impliciti non verbali potrebbero diventare
espliciti sia per il Protagonista che per l’Ascoltatore. La conoscenza implicita è conoscenza di cui non siamo coscienti. Ma questa semplice definizione lascia aperta una questione particolare che secondo me è essenziale risolvere. Altrimenti le nostre discussioni resteranno piene di confusione, ostacolando il nostro progresso scientifico.
La
questione particolare riguarda la definizione di “conoscenza implicita”.
Dobbiamo definire implicita tutta la nostra conoscenza che non è
cosciente (e perciò non “esplicita”), compresa la conoscenza che non
potrà mai diventare cosciente? (Definiamo ciò significato esteso
di “implicito”). O dobbiamo chiamare conoscenza implicita soltanto la
conoscenza di cui non siamo coscienti, ma che può diventare
cosciente? (Definiamo ciò significato ristretto di “implicito”). La questione potrebbe essere sollevata al congresso di Siracusa.
Propongo che è più vantaggioso l’uso della definizione
ristretta di conoscenza implicita, in altre parole, limitare il
concetto di conoscenza implicita a “conoscenza che non è cosciente ma
può diventare tale”.
Ecco la
nostra definizione operativa dell’ implicito. 2. In che modo i concetti di conoscenza implicita ed esplicita possono modificare la mia coscienza della struttura dell’esperienza cosciente (la mia stessa esperienza cosciente, come terapista, e l’esperienza cosciente del paziente, come persona che cerca di elaborare un cambiamento psicologico positivo)? 3. Qual è la prova dell’esistenza della conoscenza implicita, dato che questa conoscenza non si trova al centro della coscienza? 4. Quali sono le varie forme di conoscenza implicita personale, e come si rapportano alla propria esperienza cosciente? (questione intrasoggettiva). 5. La conoscenza implicita ed esplicita sono due campi distinti? Oppure esistono diversi livelli di conoscenza implicita ed esplicita con confini intermedi fra i due campi? 6. In che modo i diversi tipi di conoscenza implicita in una persona influenzano sia l’esperienza cosciente che la conoscenza implicita dell’altra? (scambio dal paziente al terapista e viceversa, ovvero questione intersoggettiva). 7. In che modo queste nuove forme di comprensione aiutano a guidare il terapista nel suo tentativo di capire e assistere più efficacemente il paziente turbato e ansioso? 8. Vi sono situazioni in cui si creano svantaggi “portando alla coscienza” (rendendo esplicita) una conoscenza implicita? Vi sono variazioni negli obiettivi del training e nei metodi di training che scaturiscono da questa nuova comprensione? Evidentemente, si tratta di un programma immenso. Non possiamo attenderci che ogni intervento del congresso riesca a coprire tutte queste aree.
Il
rigore scientifico esige esempi e prove
Bibliografia
L’Empatia Corporea come Conoscenza Implicita e la Sfida della Formazione
per gli Psicoterapisti
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Funzione Cosciente |
Luogo* |
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Integrazione delle percezioni |
(corteccia posteriore) |
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La memoria |
(lobo temporale) |
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La strutturazione del mondo |
(lobo parietale) |
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Il linguaggio |
(aree di Wenicke e di Broca) |
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L’emozione |
(lobo orbitofrontale) |
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La schema corporeo |
(un’integrazione fra l’area somasthetica del lobo posteriore, il giro cingolare ed il lobo orbitofrontale) |
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Il processo decisionale |
(lobo frontale) |
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L’azione |
(area motoria) |
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Propongo che esista
anche uno schema Sé-Altro che coinvolge il giro cingolare e il lobo
orbitofrontale.
*Notare: La presupposizione, nella neurofisiologia di oggi, è che
l’esperienza cosciente, l’attenzione, esiga la complessità neuronale
della corteccia. Senza questa complessità nell’architettura dei
circuiti, la coscienza non può avvenire. Dunque, da un lato la
conoscenza esplicita e dall’altro lato la conoscenza implicita (una
conoscenza che può diventare cosciente) sono entrambe processi
corticali. Ma, per quanto riguarda i processi sotto-corticali –
e soprattutto a livello dell’ipotalamo e sottostante - i processi non
possono diventare direttamente coscienti. (Mentre indirettamente
sì, attraverso i messaggi inviati su). Inoltre i meccanismi fisiologici
del corpo non entrano (per la maggior parte) nella coscienza ma, come i
processi sotto-corticali, possono esercitare la loro influenza.
Il Campo
del Lavoro Terapeutico
Insomma, tutti tipi di esperienza (conoscenza esplicita ed implicita)
potrebbero essere influenzati dalla dinamica neurofisiologica
non-cosciente. E noi vogliamo aiutare questa dinamica non-conscia nello
stesso tempo in cui aiutiamo la dinamica esplicita ed implicita. La
terapia ed il counselling psico-corporeo si prestano a queste
possibilità.
Un piccolo avvertimento: Non ci mettiamo in opposizione
rigida sulla questione della frontiera fra questi domini di
esplicito, implicito e conoscenza fisiologico non-cosciente. Le
frontiere non sono demarcate chiaramente e probabilmente ci sono aree di
grigio fra i tre livelli di esperienza, che possono variare da persona
a persona.
Un
riassunto:
Livello di
esperienza
(Liv. epistemologico ) Luogo
I. “So una cosa. Sono chiaro.”
(Conoscenza esplicita) Corteccia
II. “Ho un senso di qualcosa.. un’intuizione..” ("
implicita) Corteccia
III. “Ci sono delle cose in me. Sono
dentro. (" fisiologica) Sotto-c"
Vivono in me, ma non so cosa sono.”
Non cosciente ed i processi fisiologici
del corpo
9. Quale
meccanismo neurfisiologico può spiegare “la sensazione sottile” della
coscienza implicita? 1. Il fatto:
Il lobo
orbito-frontale riceve diversi “input” dal cervello sotto-corticale:
amigdala, ippocampo, ipotalamo, nucleo solitario e nucleo dorsale-motore
del vago, ecc. Le vie sono conosciute. 2. L’ipotesi: Questi
input possono mescolarsi per dare una sensazione vaga, sottile e
persistente che rappresenta un altro tipo di esperienza intuitiva, un
senso di “attivazione” o di “arousal” (“vitality affect” secondo Daniel
Stern). Inoltre, un altro contributo all’intuizione può venire dai
quattro neuromodulatori che sono secreti dai nuclei del pons e dal
midollo:
Nuclei Sotto-Corticali
Neuromodulatori
v
tegmentum
dopamine
v
nuclei rafe
serotonina
v
nucleus
pendulopontina
acetilcolina
v
locus
coeruleus
noradrenalina
Inoltre il
tegmentum può secernere colecistikinina, un peptide associato con
l’emozione di angoscia. Ed è ipotizzato che altri peptidi accompagnino
i quattro modulatori maggiori, per modificare i loro impatti.
Pensiamo che questi diversi neuromodulatori possano influenzare il lobo
orbito-frontale (esperienza viscerale). E’ probabile che influenzino
altre parti della corteccia in cui ci sono rappresentazioni topografiche
dello schema corporeo, per esempio, nella corteccia posteriore (schema
corporeo della propriocezione) e nel giro cingolare (vicino al lobo
orbito-frontale e ricettore di diversi input sotto-corticali).
In questi modi i meccanismi fisiologici della sotto-corteccia e del
corpo somatico possono spiegare l’intuizione. Inoltre, l’intuizione
può sorgere in due modi: 1. Sensazione vaga, imprecisa, “appena
cosciente,” “gut feeling,” basata su una dinamica neurofisiologica che
raggiunge il lobo orbito-frontale. 2. Pensieri ed immagini spontanei
derivati da messaggi fisiologici non-coscienti (sotto-corteccia.,
corpo somatico) che raggiungono diversi luoghi della corteccia (lobo
parietale, lobo temporale, ecc.) per influenzare le loro funzioni
coscienti.
In conclusione, la neurofisiologia del cervello può offrire una mappa
ipotetica per spiegare l’intuizione (conoscenza implicita) e la
conoscenza fisiologica non-cosciente.
Livello Epistemologico
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Luogo |
Processi coscienti, espliciti |
Corteccia |
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Processi “appena coscienti”, impliciti |
Corteccia |
|
Processi
non-coscienti |
Sotto-corteccia |
|
Processi
non-coscienti |
Corpo somatico |
La
Relazione Maieutica di Socrate e
La Comunicazione Ecologica di Oggi
(del Prof. Jerome
Liss, M.D.)
La Relazione Maieutica, sviluppata da Danilo Dolci come base del processo educativo, trova le sue origini nella relazione fra Socrate e i suoi studenti. Socrate aveva creato con il suo studente una serie di domande faccia a faccia con lo scopo di tirare fuori la verità che questi possedeva già dentro di sé ma inconsapevolmente, in modo nascosto. Un’analogia possibile è quella con l’ostetrica che ha il compito di assistere alla nascita del bambino comunque già esistente e formato nell’utero materno. Ossia, ognuno possiede dentro di sé i pensieri essenziali formati: ha bisogno solamente della presenza dell’aiutante affinché tali pensieri vengano fuori, possano esplicitarsi nella loro piena consapevolezza.
In questa presentazione, il mio scopo è sviluppare il concetto della relazione maieutica - modificato oggi alla luce delle nuove esperienze dell’apprendimento attivo - in quattro campi :
La
Neurobiologia della Relazione Maieutica
Mentre i dialoghi originali fra Socrate e i suoi studenti
(trasmessici da Platone) si focalizzano sull’aspetto del contenuto
verbale della relazione maieutica, la conoscenza oggi ci fa comprendere
che ciò è solamente un livello di un fenomeno che coinvolge tanti altri
processi psicofisici in ognuno e, inoltre, nella relazione. Noi
vogliamo essere coscienti di alcuni di questi altri livelli : il tono di
voce, l’espressione fisica della faccia, dei gesti, della postura e del
respiro, e dentro la persona fisica, il cervello ed il corpo somatico.
Questi processi psicofisiologici
cambiano enormemente quando siamo due persone in dialogo. C’e
un’attivazione psicocorporea dovuta
all’interazione, tutti i campi energetici diventano più intensivi, e la
logica del pensiero in solitudine cambia con il dialogo a due.
I cambiamenti a tutti livelli diventano anche più drammatici quando
siamo dentro un gruppo attivato dal processo
maieutico. Noi focalizzeremo sulla situazione maieutica del
gruppo perchè questa corrisponde alla realtà
educativa di oggi, cioè, l’apprendimento
nella classe (vedi la “Comunicazione Ecologica”, La Meridiana
1998-Molfetta).
La Neurobiologia della Classe
Tradizionale Ci Fa annoiare, della Classe Attiva Ci Risveglia
Nella Classe Tradizionale il docente parla per più del
67 % del tempo, ed anche quando gli studenti si esprimono, alcuni
diventano dominatori e monopolizzatori, mentre gli altri rimangono
bloccati nella loro passività. Che cosa succede nella
neurobiologia del cervello e del corpo?
Il lobo frontale, che integra la motivazione con l’input sensoriale (l’informazione ricevuta passivamente basata sul discorso lungo e noioso dell’insegnante), funziona ad un livello di bassa intensità. Perchè essere motivata quando il contenuto è lontano dalla realtà personale e quando « non c’e niente da fare » ? Questa diminuzione di attivazione dei nuclei della motivazione – lobo frontale della corteccia, sistema limbico della sotto-corteccia, e livelli più bassi del cervello, cioè ipotalamo, tegmentum, midollo – diminuisce il tono muscolare del corpo, diminuisce la secrezione dell’ormone attivante chiamata adrenalina, diminuisce la disponibilità di sangue per il cervello, abbassa il metabolismo generale, ecc. Il corpo manda i messaggi di non-attivazione attraverso la percezione neurale che diminuisce l’input verso il cervello (da neuroni di input nella spina cordale attraverso il sistema reticolare ascendente al talamo, e dopo alla corteccia ed al sistema limbico). Insomma, abbiamo un circuito circolare di rinforzamento in cui la non-attivazione del cervello crea uno stato passivo che incide sul corpo e i messaggi del corpo ritornano al cervello per rinforzare lo stato di non-attivazione. (Vedremo più tardi come anche certi stati di attivazione impediscono ugualmente l’apprendimento.)
In contrasto, la relazione maieutica di dialogo crea un’attivazione mente-corpo di ogni partecipante in cui i processi del cervello e del corpo sono molti diversi : I centri di motivazione – lobo frontale e sistema limbico – sono attivati da alcuni fattori : Lo studente può agire ! Lui può risolvere, nella sua risposta, il dilemma posto dalle domande dell’insegnante. E quando l’insegnante pone la sua domanda alla classe totale, in ogni studente che pensa, « Posso rispondere ! », si verifica un’intensificazione della sua motivazione.
Come agisce il cervello ? Quando il lobo frontale diventa attivato, l’informazione sensoriale che viene dalle aree più posteriori –- visive, auditive, di memoria –- riceve un feedback positivo da parte del lobo frontale, cioè dalla motivazione e dall’interesse della persona. Questo feedback positivo crea un circuito di autorinforzamento fra il lobo frontale (motivazione) e dall’altro lato le aree posteriori sensoriali (informazioni). Il risultato è che l’attenzione per l’informazione diventa acuta e prolungata. L’apprendimento diventa più efficace.
Questa attivazione succede nella corteccia, quindi a livello orizzontale esiste una attivazione con feedback reciproca e aiuto rinforzante con le strutture verticali del cervello: sistema libico, ipotalamo, tegmentum, midollo. Quale risulta di questa attivazione coinvolgendo i livelli più bassi del cervello? Si verifica un aumento di adrenalina, di tono muscolare, di irrigazione sanguigna del cervello, di aumento del metabolismo, ecc.. Inoltre i processi di attivazione neurofisiologica del corpo ritornano al cervello con nuovi messaggi neurali e chimici ed il circuito circolare crea un’attivazione continua. Lo studente si sente « coinvolto » nella lezione, continua la sua partecipazione, ed integra le nuove informazioni che vengono dalle sue proprie dichiarazioni e da quelle degli altri, in modo più energetico e complesso.
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La Sinistra e i Discorsi Nuvolosi
(Pubblicato su Azione Non
Violenta, Novembre 2003)
Un Flagello Infernale:
La Vaghezza Inesorabile della Sinistra
Dal Prof. Jerome Liss, M.D.
“E’ Tutta Colpa Loro?”
Se la sinistra si batte per il benessere della maggioranza delle
persone – pace, uguaglianza, diritti, sostegno economico, ecc. – perché
non vince la maggioranza delle elezioni? “Colpa della destra!”, è una
risposta frequente. Per colpa loro? “Demagogia dei politici della
destra, promesse false, manipolazione dei mass media che appartengono
ai padroni ed agli sponsor, le multinazionali., ecc.”
La sinistra, tra quelli che votano per la destra e l’astensionismo,
perde voti ad ogni elezione. Tutto ciò è solamente colpa degli altri?
Il “No Think” della Sinistra
Una Tavola Rotonda alla Festa di Rifondazione Comunista mi ha
illustrato una mancanza fondamentale della sinistra: la vaghezza
inesorabile, che chiamo “No think.” (Assenza di pensiero) Cito un caso
particolare ma ne esistono tanti altri; scommetto che anche il lettore
si è spesso scontrato con lo stesso fenomeno altamente deludente:
“Parlano, parlano! Ma non dicono niente.”
Un Incontro Deludente
Domenica 7 Settembre, Festa di Rifondazione Comunista tenutasi
nella Sala Gialla del Ex-Mattatoio, Roma. Titolo dell’Incontro:
“L’Autunno Fertile: Idee e Scelte dei Movimenti della Società Civile.”
Relatori annunciati nel programma: Tom Benettollo, Titti Di Salvo,
Nicola Frantoianni, Pancho Pardi, Edoardo Patriarca. Di fatto, però, la
maggioranza dei relatori erano altre persone che sostituivano quelli
annunciati. (Non ho i loro nomi. Comunque sia la mia critica non è
mirata alle persone: voglio parlare di una tendenza che abbraccia tutto
il movimento della sinistra.
“L’Impermeabilità della Politica” ed Altri Problemi
Ma che cosa ho sentito? Cinque relatori hanno parlato per
quasi due ore. E che cosa hanno detto?
Hanno spiegato, ognuno, i diversi problemi che affrontano i movimenti
sociali: “la guerra,” “Il Neo-Liberalismo,” “L’impotenza dell’ONU,”
“mettere in discussione il pensiero unico,” “il fallimenti dei vertici,”
“la distrutturazione del Welfare e dei diritti,” “l’impermeabilità della
politica.” Cito precisamente questi loro termini. Vediamo che i
relatori hanno toccato una varietà di problemi globali. Nonostante ciò,
non hanno citato un problema specifico di Italia. Quindi una persona
italiana può chiedersi, “E Io?” Ancor più importante è che questi
“termini generali” non erano supportati da fatti concreti. Quindi i
problemi rimanevano intangibili. Niente di veramente informativo.
Proposta: “Una Politica Presente”
Più grave, la vaghezza a livello di proposta. Il titolo dell’Incontro
proponeva: “Scelte dei Movimenti della Società Civile.” Vi cito
“le scelte” proposte dai cinque relatori:
- “Un orizzonte alternativo”
- “Una cultura di responsabilità”
- “Dare coerenza”
- “La qualità della risposta radicata”
- “La capacità di andare oltre”
- “Strumenti per dare continuità agli avvenimenti”
- “Strumenti più concreti per creare partecipazione”
- “Una politica presente”
- “Facciamo di più e di meglio”
- “Troviamo una forma incisiva”
- “Rimettere in questione la forma della politica”
- “Cambiare strada”
Il lettore può stupirsi di questo elenco nuvoloso e senza contenuto
concreto. Obbiezione: “Ma, Prof. Liss, Lei ha citato solo l’inizio
generale delle loro ‘scelte.’ Sicuramente avranno detto qualcosa di
più! Qualcosa di più concreto!”
Ecco il vuoto drammatico: “Purtroppo no! Non è stato detto niente di
più concreto!” (La prova può venire solamente da una trascrizione della
sera o dai loro appunti.)
Quindi due ore di presentazione in cui cinque relatori della sinistra
hanno annegato il pubblico con discorsi vaghi, nuvolosi, insostanziali.
Solo voli pindarici. In verità (per me e, credo, per molti altri), una
perdita totale di tempo!
“Sarà Sempre Cosi?”
A mio parere le conseguenze di un simile atteggiamento della sinistra sono
gravi. Questo tipo di presentazione nuvolosa e intangibile domina la
scena politica. Risultato: La coscienza del pubblico non avanza.
Infatti, la consapevolezza diventa, probabilmente, intorpidita. Ed il
programma del “Movimento dei Movimenti” non evolve.
La politica rappresenta, nella sua potenzialità, un modo per i popoli
di prendere in mano il proprio futuro. Ma quando i l